Intervista con la Responsabile di Salus Clinic a proposito del nuovo Point of Care in San Benedetto del Tronto

Buongiorno Dott.ssa Ghedini,

La ringrazio per la vostra calorosa accoglienza e per la vostra fiducia. Sono entusiasta di far parte del Gruppo Salus e di avviare il progetto del Point of Care in San Benedetto del Tronto.

Ecco le mie risposte alle sue domande:

INTERVISTA S. BENEDETTO

Qual è la sua visione a lungo termine per questo Point of Care e quali sono gli obiettivi che si è prefissata di raggiungere?
La mia visione a lungo termine per il Point of Care/Salus Clinic è quella di trasformarlo in un hub sanitario di riferimento per S. Benedetto del Tronto e le aree circostanti, dove l’accesso a servizi di assistenza sanitaria di qualità diventa un diritto garantito a tutti. Desidero che questo punto di cura non sia solo un luogo dove ricevere trattamenti, ma anche un centro di educazione e prevenzione, dove i cittadini possono partecipare a programmi di formazione sulla salute e il benessere, imparando a prendersi cura di sé stessi e a riconoscere l’importanza di stili di vita sani.
Tra gli obiettivi che mi sono prefissata di raggiungere ci sono l’incremento dell’accessibilità ai servizi, riducendo i tempi di attesa e le barriere geografiche, e il potenziamento della collaborazione con altre strutture sanitarie e associazioni locali per offrire un supporto integrato e completo. Voglio promuovere l’adozione di tecnologie innovative per il monitoraggio a distanza e per facilitare la comunicazione tra pazienti e professionisti della salute. Infine, il mio impegno a garantire che il Point of Care continui ad evolversi in base alle esigenze della comunità, mantenendo un approccio centrato sul paziente e cercando sempre nuove modalità per migliorare la qualità dell’assistenza offerta.

Cosa l’ha spinta a scegliere Salus come partner per l’apertura di un Point of Care nel suo territorio?
La decisione di scegliere Salus come partner per l’apertura di un Point of Care nel mio territorio è stata motivata dalla reputazione consolidata e dall’approccio innovativo dell’azienda nella gestione della salute e del benessere delle persone. Salus si distingue per la sua visione di una sanità accessibile e di alta qualità, valori che rispecchiano il mio desiderio di rendere l’assistenza sanitaria un diritto per tutti. Collaborare con un partner di racconto esperienza e affidabilità mi offre l’opportunità di contribuire attivamente a migliorare la qualità della vita della comunità locale, portando soluzioni sanitarie avanzate e vicine alle reali esigenze dei cittadini. Inoltre credo che la sanità e la cura della salute devono essere un diritto accessibile a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche o sociali. Credo fermamente che contribuire a rendere i servizi sanitari più inclusivi ed equamente distribuiti rappresentano non solo un dovere etico, ma anche un passo fondamentale per una società più giusta e solidale. Questo desiderio di contribuire concretamente al miglioramento del benessere collettivo mi ha spinto a scegliere un percorso in cui posso fare la differenza, rendendo la cura e l’assistenza sanitaria un bene. pilastro universalmente garantito.

Quali aspetti della sua formazione e carriera professionale l’hanno maggiormente influenzata nella decisione di investire nell’assistenza domiciliare? Durante la mia formazione e carriera professionale, ho avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con persone e comunità diverse, osservando da vicino le difficoltà che molti incontrano nell’accesso ai servizi sanitari tradizionali. Queste esperienze mi hanno fatto comprendere quanto sia fondamentale portare l’assistenza direttamente a casa delle persone, dove si sentono più sicure e a loro agio. Questi aspetti hanno consolidato la mia convinzione che investire nell’assistenza domiciliare non solo migliora la qualità della vita dei pazienti, ma contribuisce anche a creare un sistema sanitario più efficiente e inclusivo.

Qual è stato il momento chiave nella sua vita professionale che le ha fatto capire l’importanza dei servizi di assistenza domiciliare? Il momento chiave è stato durante gli ultimi giorni di vita di mio suocero. Ho visto da vicino quanto fosse difficile per lui affrontare le sfide della malattia lontano dal comfort e dalla serenità della propria casa. Nonostante l’impegno delle strutture sanitarie, nulla poteva eguagliare la tranquillità e il senso di familiarità che solo l’ambiente domestico riesce a offrire. In quei giorni, la mancanza di un servizio di assistenza domiciliare strutturato e tempestivo ha reso evidente quanto sia essenziale disporre di cure professionali a casa, per alleviare non solo il dolore fisico del paziente, ma anche il peso emotivo della famiglia. Questa esperienza mi ha mostrato l’enorme valore dell’assistenza domiciliare nel garantire dignità, conforto e continuità delle cure, influenzando profondamente la mia decisione di investire e promuovere. servizi che permettono alle persone di essere curate in un luogo a loro caro.

Cosa significa per lei poter offrire servizi di assistenza socio-sanitaria direttamente nella comunità in cui vive e opera?
Poter offrire servizi di assistenza socio-sanitaria direttamente nella comunità in cui vivo e opero significa essere parte integrante di un cambiamento positivo e tangibile. È un’opportunità per restituire qualcosa di prezioso alla mia comunità, contribuendo al benessere e alla qualità della vita delle persone intorno a me. Significa garantire che i membri della mia comunità abbiano accesso a cura e supporto adeguato senza doversi allontanare dai propri cari o affrontare difficoltà logistiche. Questo mi permette di costruire relazioni di fiducia, basate sull’ascolto delle reali esigenze e sulla risposta puntuale e personalizzato, significa poter lavorare con un approccio umano ed empatico, valorizzando la dignità di ciascun individuo e promuovendo inoltre un ambiente di solidarietà e rispetto. Offrire questi servizi rappresenta per me un impegno a migliorare il tessuto sociale, garantendo assistenza e speranza a chi ne ha più bisogno.

Quanto ritiene che l’apertura di questo Point of Care possa contribuire al miglioramento della qualità della vita dei residenti a S. Benedetto?
Ritengo che l’apertura di questo Point of Care possa avere un impatto significativo sul miglioramento della qualità della vita dei residenti di S. Benedetto. La possibilità di accedere a servizi socio-sanitari avanzati senza dover viaggiare verso città più grandi significa ridurre i tempi di attesa e costi, facilitando un’assistenza tempestiva e mirata. Questo punto di riferimento locale può fungere da pilastro per chi necessita di cura immediata e per coloro che vivono situazioni di fragilità, offrendo supporto medico e assistenza personalizzata direttamente nella loro comunità. Point of Care/Salus Clinic può rafforzare la prevenzione e la gestione delle patologie croniche, migliorando il benessere complessivo e promuovendo una maggiore serenità tra i residenti e le loro famiglie. Credo fermamente che l’integrazione di questi servizi renda S. Benedetto un luogo più sano e solidale, dove il diritto alla salute è pienamente garantito!

Quali sfide pensa di dover affrontare nel portare l’assistenza domiciliare sul suo territorio e come pensa di superarle?
Portare l’assistenza domiciliare sul mio territorio comporta alcune sfide significative, come la necessità di creare una rete solidale di professionisti qualificati e di garantire la disponibilità di risorse adeguate per rispondere alle diverse esigenze dei pazienti. Una delle principali difficoltà sarà anche sensibilizzare la comunità e le famiglie sull’importanza e i benefici dell’assistenza domiciliare rispetto alle cure tradizionali. Inoltre, potrebbe essere impegnativo coordinare i servizi per assicurare continuità e qualità, specialmente nelle aree più periferiche dove l’accesso può essere limitato.
Per superare queste sfide, intendo sviluppare collaborazioni con strutture sanitarie locali e formare un team multidisciplinare pronto a rispondere rapidamente alle necessità emergenti. Punterò su programmi di formazione continua per gli operatori, così da mantenere un elevato standard di cura e aggiornamento professionale. Inoltre, utilizzerò campagne informative e incontri comunitari per educare i residenti sui vantaggi dell’assistenza domiciliare e per creare una fiducia condivisa nei servizi offerti. Infine, l’adozione di tecnologie innovative per la gestione delle cure a distanza e il monitoraggio dei pazienti può facilitare l’operatività e garantire un servizio efficiente e capillare.

C’è una particolare esperienza lavorativa o personale che l’ha motivata a dedicarsi a questo settore specifico della sanità?
Sì, c’è stata un’esperienza lavorativa significativa che mi ha motivato a dedicarmi al settore dell’assistenza sanitaria domiciliare. Gestendo una delle mie aziende, ho avuto modo di ricevere e valutare un numero considerevole di curricula da parte di operatori socio-sanitari sanitari, badanti, fisioterapisti e dottori. Questa esposizione mi ha permesso di comprendere quanto sia vasta e variegata la forza lavoro disponibile e desiderosa di offrire il proprio supporto qualificato alla comunità, dove molti pazienti e famiglie si trovano in difficoltà a gestire le cure a domicilio senza il giusto sostegno.
Questa combinazione di disponibilità professionale e necessità concreta mi ha fatto riflettere profondamente sull’importanza di creare un sistema organizzato e accessibile per fornire servizi di assistenza domiciliare. È stata la spinta decisiva per voler mettere in collegamento la domanda e l’offerta, facilitando un supporto sanitario che migliora davvero la vita delle persone e offre ai professionisti un’opportunità di realizzare il loro potenziale al servizio della comunità.

In che modo crede che il Point of Care possa facilitare l’accesso a servizi di assistenza sanitaria di qualità per i cittadini locali?
Credo che il Point of Care possa facilitare l’accesso a servizi di assistenza sanitaria di qualità per i cittadini locali in vari modi. Prima di tutto, la sua presenza sul territorio significa che i residenti possono ricevere cure e consulenze sanitarie in maniera rapida e senza doversi spostare in centri urbani più grandi, riducendo i tempi di attesa e i costi di trasporto Questo è particolarmente importante per le persone anziane o con mobilità ridotta, che spesso trovano difficile recarsi lontano da casa per ottenere cure adeguate.
Inoltre, il Point of Care SALUS CLINIC può offrire un supporto personalizzato e preventivo, con programmi dedicati a monitorare le condizioni croniche e a promuovere il benessere generale attraverso la diagnosi precoce. I servizi locali, uniti alla conoscenza diretta delle esigenze della comunità, consentono un’assistenza più empatica ed efficiente. L’accessibilità dei servizi si traduce in un rapporto più stretto tra professionisti sanitari e pazienti, costruendo fiducia e facilitando una continuità di cura essenziale per migliorare gli esiti clinici e la qualità della vita.

Come pensa che il Point of Care di S. Benedetto del Tronto si inserirà all’interno della rete di servizi socio-sanitari della zona?
Ritengo che il Point of Care/SALUS CLINIC di S. Benedetto del Tronto si integrerà efficacemente all’interno della rete di servizi socio-sanitari della zona, fungendo da ponte tra le strutture sanitarie principali e le esigenze immediate dei cittadini. Questo centro può svolgere un ruolo complementare, offrendo supporto a ospedali e cliniche sovraccariche attraverso servizi di primo livello, monitoraggio e assistenza domiciliare per i pazienti con condizioni croniche o convalescenti.
Il Point of Care/Salus Clinic può facilitare la collaborazione con medici di base, specialisti locali e servizi di emergenza per garantire un percorso di cura integrato e continuativo. Essendo vicino ai cittadini, contribuirà a migliorare la risposta ai bisogni di salute, riducendo le tempistiche per visite e trattamenti e alleggerendo la pressione sugli ospedali. Inoltre, la sua presenza potrà incentivare programmi di prevenzione e sensibilizzazione, promuovendo un modello di assistenza proattiva e comunitaria. Questo approccio contribuirà a creare una rete sanitaria più solidale ed efficiente, capace di offrire supporto sia in situazioni di routine che in contesti di maggiore complessità

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